1. Cos’è un hub portuale?
Il punto centrale per la raccolta, lo smistamento e la distribuzione per una particolare regione o area geografica. Di solito ha carattere internazionale. Il prodotto ricevuto in porto potrà essere smistato via nave, via treno e via strada.

2. Quanto prodotto movimenterà il deposito all’anno?
Si prevede che il terminal – con una capacità nominale di oltre 300ktons annue - potrà operare un traffico di circa 150 mila tonnellate l’anno.

3. A che temperatura viene depositato e movimentato il bitume?
Il bitume per essere manipolato, trasportato e immagazzinato deve essere allo stato liquido, a una temperatura tra i 140° e i 150°C.

4. Quando si prevede l’inizio della operatività del terminal?
Prevediamo di essere operativi dopo circa 12-18 mesi dall’inizio dei lavori di costruzione dell’impianto, che avverrà nel corso del 2016.

5. Dove sorgerà il deposito?
Il terminal BIT Savona sarà operativo all’interno del Porto commerciale di Savona. L’area adibita a deposito costiero sarà una porzione del nuovo interramento realizzato nella parte sud-ovest dell’area portuale, contiguo alla diga foranea

6. L’attività di stoccaggio/movimentazione di bitume è considerata pericolosa?
NO, Secondo il Regolamento Europeo 1272/2008, che stabilisce la classificazione di tutte le sostanze pericolose, il bitume non presenta pericoli fisico-chimici, non presenta pericoli per la salute e non presenta pericoli per l’ambiente. Il bitume viene stoccato e movimentato a temperature elevate per mantenerne la fluidità, ma non per questo l’attività è da considerarsi pericolosa, in particolar modo per la popolazione.

7. A quale temperatura massima gestirete la movimentazione e lo stoccaggio del bitume?
Nell’impianto BIT Savona, la temperatura massima a cui sarà mantenuto il bitume durante le operazioni di movimentazione e stoccaggio è di 150°C.

8. L’impianto, in quanto attività pericolosa, deve rispettare distanze di sicurezza dal centro abitato?
Il deposito BIT non rappresenta un’attività pericolosa. Il deposito non deve rispettare particolari distanze di sicurezza dal centro abitato.

9. Quale è la pericolosità dei fumi di bitume per la salute?
I fumi del bitume non sono categorizzati come R45 (cancerogeni) e non esistono statistiche in tal senso relative a casi di cancro causati da fumi di bitume fuso.
Il bitume è un prodotto ampiamente presente nella vita quotidiana della popolazione e viene utilizzato a temperature elevate per lavori di asfaltatura stradale, edilizia civile e industriale - guaine di protezione, isolamenti, coibentazioni, ecc..
Non esistono statistiche relative ad avvelenamento da fumi di bitume, né sono stati registrati decessi collegati all’avvelenamento da bitume, neanche per i lavoratori.

10. Quali sono i rischi di esplosione del bitume liquido contenuto nei serbatoi?
In generale, non esiste rischio di esplosione, poiché i fumi non sono composti da sostanze infiammabili alla temperatura di manipolazione di 150°.
Tutti i sistemi di recupero e abbattimento fumi tecnologicamente all’avanguardia installati nel terminal BIT Savona saranno in grado di estrarre i fumi dalla parte superiore di ogni serbatoio, qualora all’interno dei serbatoi di stoccaggio si venissero a formare delle zone sature di gas idrogenati.

11. I serbatoi sono troppo vicini al mare?
I serbatoi BIT Savona, compresi quelli di capacità maggiore, alti 19 m, sono protetti dalla diga foranea e installati all’interno di un bacino di contenimento. Tutti i serbatoi sono progettati in riferimento a normative internazionali per il settore di riferimento (API 650 ,NTC 2008). Il livello del prodotto all’interno del serbatoio maggiore non potrà superare i 16 m di altezza.

12. Cosa può succedere in caso di onda anomala?
Un evento eccezionale che portasse alla rottura dei serbatoi causerebbe una fuoriuscita di bitume che, a contatto con l’acqua di mare, solidificherebbe immediatamente e rimarrebbe galleggiante sulla superficie dell’acqua. La fuoriuscita non porterebbe alcun pericolo alla salute delle persone.

13. Quanti autotreni prevedete al giorno a pieno regime? Da dove passeranno? Quale l’impatto su traffico cittadino?
Il numero medio previsto è di circa 20 autotreni al giorno. Gli autotreni - come per tutte le altre merci in uscita dal Porto di Savona - seguiranno il percorso più breve dall’uscita del porto all’imbocco dei caselli autostradali di Savona oppure Albisola.

14. E’ già pronto il raccordo ferroviario?
Esiste un raccordo ferroviario all’interno del Porto commerciale di Savona. Il progetto prevede la modalità di rispedizione ferroviaria che dipenderà dal tipo di utenza / ricevitore.
Il raccordo ferroviario è oggetto di approfondimenti tecnici in corso.

15. Quali misure metterete in atto per il recupero e l’abbattimento dei fumi?
Il progetto prevede l’installazione di due diversi sistemi di recupero e abbattimento dei fumi di bitume:
o Il primo sarà installato su ognuno dei nove serbatoi per il mantenimento 24 ore su 24 del prodotto. L’unità di recupero dei fumi di bitume sarà collegata ai serbatoi di stoccaggio e alle pensiline di carico/scarico delle autobotti/ferrocisterne.
o Il secondo sistema sarà invece utilizzato per le operazioni di carico/scarico nave, si tratterà di un’unità recupero fumi mobile, trasportabile e dimensionata per la massima quantità di fumi prodotti durante tali operazioni. Questo secondo sistema di abbattimento non ha precedenti conosciuti a livello mondiale.

16. Come sono stati trattati i temi della sicurezza e del rischio?
L’attività del deposito BIT nel Porto commerciale di Savona non rappresenta un rischio per la cittadinanza, né in termini di salute né in termini di sicurezza. Infatti, ai sensi del Regolamento Europeo 1272/2008, il bitume non presenta pericoli fisico-chimici e non presenta pericoli per la salute.
Per quanto riguarda i lavoratori, l’intervento in progetto rispetta tutte le norme di sicurezza e igienico sanitarie applicabili, da cui l’ottenimento di tutte le autorizzazioni da parte degli Enti competenti. La sicurezza e la salute dei lavoratori saranno garantite tramite l’adozione di tecnologie d’avanguardia.

17. Quale l’impatto sull’ambiente marino?
Secondo il Regolamento Europeo 1272/2008, che stabilisce la classificazione di tutte le sostanze pericolose, il bitume non presenta pericoli per l’ambiente, compreso quello marino.
Al fine di ridurre al minimo l’impatto il deposito BIT sarà dotato di impianto di trattamento delle acque di prima pioggia e di trattamento delle acque reflue idoneo alla gestione di scarichi industriali. L’impianto assicurerà lo scarico di acque con carichi di inquinanti conformi ai limiti di legge.

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