savona

 

Il bitumeprodotto non pericoloso della raffinazione del petrolio – è conosciuto al grande pubblico con il nome di “asfalto” perché viene utilizzato quotidianamente per la realizzazione e manutenzione delle nostre strade. L’asfalto è una miscela composta per il 95% da aggregati lapidei e per il 5% da legante bituminoso. Tra le opere di ingegneria, non vanno tuttavia trascurate altre importanti applicazioni del bitume in campo idraulico (impermeabilizzazioni di canali e dighe in terra), aeroportuale (piste di volo) e ferroviario (sub-ballast per le tratte ad alta velocità.

Esiste però anche un diverso utilizzo del bitume cosiddetto “industriale” per produrre membrane impermeabilizzanti per tetti e impalcati di ponti e viadotti, ma anche sigillanti, vernici bituminose, rivestimenti per tubazioni in cemento e acciaio e “antirombo” per l’industria automobilistica (è bitume il materiale che insonorizza le scocche delle nostre automobili).

Secondo i criteri previsti dall’UE il bitume è da considerarsi prodotto non pericoloso.

Il bitume si presenta come materiale solido o semisolido o come liquido viscoso, di colore nero o marrone scuro, insolubile in acqua, parzialmente solubile in solventi organici alifatici e solubile in solfuro di carbonio. La sua insolubilità in acqua fa si che si possa affermare che non presenta pericoli ambientali di tossicità acuta e/o cronica né fenomeni di bio-accumulazione nelle specie acquatiche (processo in cui sostanze tossiche persistenti si accumulano all'interno di un organismo).

Per essere tenuto allo stato liquido, il bitume deve essere riscaldato (120°-150°) o frantumato in micro-particelle e disperso in acqua (emulsione bituminosa); a temperatura ambiente, il bitume solidifica. Lo stato liquido ne facilita la manipolazione, il trasporto e l’immagazzinamento Il bitume non è un prodotto infiammabile (come la benzina o il GPL), ma può bruciare solo se viene a contatto con fiamme libere o se viene scaldato a una temperatura superiore al suo punto di infiammabilità (230°-250°).

Il bitume non deve assolutamente essere confuso con il catrame. Si tratta di due prodotti completamente differenti che hanno in comune solo l’aspetto e il colore. Il catrame, è ottenuto per distillazione distruttiva del carbon fossile, contiene alte percentuali di Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), e, a differenza del bitume, è considerato dall’UE prodotto pericoloso perché potenzialmente cancerogeno. Il bitume invece, quando è scaldato, produce fumi e vapori in cui si ritrovano quantità di Idrocarburi Policiclici Aromatici che non superano l’1% (fonte documento Ispesl 2008).
In Italia, in assenza di miniere di carbone, non si è mai fatto uso di catrame per la realizzazione di opere di ingegneria civile, ma si è sempre ricorso al bitume derivato dalla distillazione del greggio di petrolio.

Fonte principale:
Procedure tecniche e buone prassi operative nella prevenzione dei rischi chimici connessi con le attività fi produzione e stesa dei conglomerati bituminosi- Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali- progetto di ricerca n°1266. Anno di pubblicazione 2010

Bitume & Asfalto. Stato dell’arte in rapporto all’esposizione professionale e all’impatto ambientale. Ricerca condotta dal Dipartimento Ingegneria Chimica Materiali Ambiente dell’Università “La Sapienza” di Roma per conto di SITEB. Anno di pubblicazione 2009 http://bit.ly/1I5UFzU

 

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