tecnico

 

Secondo il Regolamento Europeo 1272/2008, che stabilisce la classificazione di tutte le sostanze pericolose, il bitume non presenta pericoli per l’ambiente ed è da considerarsi come prodotto non pericoloso.

Il bitume non rilascia vapori ma fumi in funzione della temperatura. Poiché i bitumi fusi dipendono dalla  provenienza del greggio, non sono catalogabili in senso assoluto. Studi statistici e schede di sicurezza di società petrolifere riportano in modo chiaro ed inequivocabile la non pericolosità dei fumi di bitume che vengono rilasciati in atmosfera (data la elevata diluizione in aria in caso di rilascio accidentale). I fumi del bitume non sono categorizzati come R45 (cancerogeni) e non esistono statistiche relative a casi di cancro o avvelenamento causati da fumi di bitume fuso.

L’impianto di Savona è progettato seguendo le più moderne tecnologie in termini di sicurezza. Il progetto prevede l’installazione di sistemi di recupero e abbattimento fumi di bitume in grado di recuperare il 100% dei fumi emessi dai serbatoi per il mantenimento dei serbatoi 24 ore su 24 e per il carico/scarico navi.
L’unità di recupero dei fumi di bitume sarà collegata ai serbatoi di stoccaggio e alle pensiline di carico/scarico delle autobotti. Per le operazioni di carico/scarico nave sarà invece utilizzata, per la prima volta in assoluto, un’unità recupero fumi mobile, trasportabile e dimensionata per la massima quantità di fumi prodotti durante tali operazioni.

In Italia e in Europa esistono oggi diversi depositi di stoccaggio - Livorno, Napoli, Rotterdam, solo per citarne alcuni – tutti costruiti e operanti nel rispetto delle norme per la sicurezza e l’impatto ambientale.

Il terminal BIT Savona è stato progettato in modo che non possa esservi all'interno dei serbatoi alcun contatto tra acqua e bitume, lo stesso sistema antincendio è stato progettato in modo che non vi sia alcuna possibilità che l’acqua entri nei serbatoi che contengono il bitume.  
Tutte le misure impiantistiche contenute nel progetto BIT sono state approvate dalla Regione Liguria con il Decreto n. 4099 del 12.11.2012 per la minimizzazione del disturbo olfattivo. In ogni caso, la Regione ha prescritto anche che “in caso di conclamate problematiche olfattive” vi sarà un sistema di monitoraggio da parte di Arpal per verificarne l’entità e adottare tutti gli accorgimenti necessari e BIT si è impegnata a rispettare tale prescrizione. 

 

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